Quella che vedete qui sopra non è una mappa di guerra ma l’immagine riassuntiva degli store Gamestop presenti sul mercato italiano. Siamo ormai al ragguardevole numero di 330 negozi sparsi sul territorio, cosa che sta creando un fenomeno abbastanza singolare e cioè quello della concorrenza interna tra punti vendita appartenente alla stessa insegna. Tralasciando il discorso sul piano regolare che è ormai un concetto inutilizzato ed inapplicato (viva i bar kebab!), mi riesce veramente difficile capire il concetto di base che sta portando un’azienda ad aprire negozi uno dietro l’altro che risultano, il più delle volte, dei buchi di 20 metri quadri dove è necessario entrare uno alla volta anche solo per chiedere delle informazioni (del tipo, mi passi sottobanco il gioco prima del dayone?). Posso capire la mission aziendale del “a morte la concorrenza” ma quando questa sarà completamente azzerata, che me ne farò di 8 (otto!) negozi a Torino di cui molti attaccati l’un l’atro e senza contare gli altri 9 (nove!) presenti nella prima cintura della città?
Ne parlavo di recente con alcuni miei conoscenti/amici commessi Gamestop (ne ho anche io, lo ammetto) e mi ha fatto riflettere parecchio, sentirmi dire che la competizione interna è fortemente voluta dalla direzione e che al non raggiungimento target ci si ritroverà a piedi o al massimo ricollocati presso un altro punto vendita. Va bene, ci sto, ma se il mio concorrente è un tuo stesso negozio, grosso il doppio, a due passi da me, con possiblità di visual merchandising migliore e in una via di passaggio ampiamente migliore, cosa diavolo puoi pretendere e soprattutto chi è il genio che ha dato l’ok per l’apertura in quella zona?
Che io sappia il prossimo obiettivo sono i 4oo negozi, poi saranno 500, poi 600 e poi, ESA permettendo, la colonizzazione della Luna non conoscerà ostacoli….e pensare che in Francia non volevano neanche farli entrati!
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